Ad Omnia Parati

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Prologo: Ad Omnia Parati

Sono passati alcuni giorni da quando i messi di Sannabidia sono partiti con le richieste degli avventurieri. Al loro rientro smistano le risposte e i rifornimenti richiesti per la preparazione al recupero del Cor Ignis.

Jarno Trulli coordina i rientri e gli smistamenti e consegna personalmente ai maestri dei collegi presenti un pacco. Dopo un breve esame da parte dei maestri, questi comunicano che tutte le città hanno fornito secondo le loro forze e peculiarità un supporto alla spedizione. I materiali giunti verranno catalogati e smistati direttamente dai maestri una volta giunti a destinazione.

Il guerriero sannabidiense subito dopo prende in disparte il maestro del Collegio degli Alfieri Marco Amleto Belelli e gli consegna una missiva. Dopo un veloce sguardo allo scritto, il maestro schiarisce la voce e attira l’attenzione di tutti e comincia a leggere.

 

“Caro Rettore,

probabilmente sarete contrariato da questa mia richiesta, ma non posso esimermi dal farvela.

Abbiamo necessità della vostra esperienza di teurgo e teologo per l’esame della struttura ritrovata dagli avventurieri nel Bosco degli Occhi. Negli ultimi giorni abbiamo stabilito che la spirale di Abissys ha la mera funzione di protezione al segreto che il Bosco degli Occhi custodisce e che la base della struttura, alla quale ancora non riusciamo a dare un nome, ha un valore intrinseco molto più complesso e alto di quanto avessimo supposto. In questo momento siamo in forte dubbio su come procedere ed abbiamo bisogno della vostra esperienza sul campo per proseguire gli studi. 

Appellandomi al vostro senso del dovere, pertanto, vi chiedo di raggiungerci in supporto, i miei uomini vi scorteranno fino al luogo stabilito.

Tante care cose.

Mainster Max”

Finito di leggere la lettera dell’Oligarca, Belelli dopo avere fatto una smorfia di non facile comprensione, parla con gli altri maestri e insieme a Trulli lascia l’accampamento a cavallo.

I restanti maestri coordinano lo spostamento degli avventurieri verso la zona nord-ovest della Selva Nera per intercettare l’Alpha e finalmente provare a recuperare il Cor Ignis.

Viene lasciato l’accampamento alla gestione degli uomini di Sannabidia. Gli avventurieri  guidati dai membri del Collegio dei Falchi, si muovono in una marcia spedita in direzione nord-ovest.

[Nota OOC: l’evento si terrà il 24 luglio 2022, ma in gioco saranno passati solo pochi giorni dalla fine dello scorso evento. La data IC è 2 Gioviale E.D. 322]


Epilogo ad Omnia Parati

È ormai quella fase del pomeriggio che volge verso il Crepuscolo nella Selva Nera, gli avventurieri hanno appena abbattuto il Pirogeno Alpha, quando, con non poche difficoltà, qualcuno ha recuperato e messo in custodia nel contenitore il Cor Ignis. La missione è compiuta.

Mentre si contano le perdite, che rendono amaro il successo della missione, un enorme boato rimbomba, i più attenti hanno visto appena prima un bagliore luminoso innalzarsi da sud verso il cielo; subito dopo gli avventurieri sono tutti distesi per terra, scossi e spaventati dall’improvviso e violento terremoto.

Il Cor è stato recuperato, l’Alpha distrutto, cosa può essere accaduto?

Un brivido gelido corre lungo la schiena dei presenti, una sensazione sgradevole, dopo la torrida giornata vicino al calore del Cor Ignis.

Uno strano ed agghiacciante urlo proviene dal corpo disteso di Nema; la sostituta insegnante inviata dal Collegio della Mandragola è fredda e con gli occhi chiusi, il polso debole, ma presente. Viene chiamato Azoth per controllare le sue condizioni, e l’uomo conferma che è ancora viva ma priva di coscienza e in stato comatoso.

I teurghi non sentono la presenza delle loro divinità, gli arcanisti non percepiscono il Koros da plasmare e le pergamene sono semplici pezzi di carta con delle scritte prive di potere; tutte le pozioni preparate, pur rimanendo tappate, si scindono in diversi strati non omogenei dei loro componenti e le barriere runiche poste, da colui che è conosciuto come Matamoro, non sembrano più essere presenti. Persino i pochi oggetti che brillavano di quella flebile luce che indica la presenza di manipolazione del Koros nella loro creazione, sono spenti. 

Gli avventurieri sono frastornati e increduli, sembra che la magia in tutte le sue forme sia sparita.

Così si raccolgono le poche forze e i corpi dei caduti che non sono stati carbonizzati dai pirogeni: il poeta Goran Hedlund, Viktor il viken, il maestro del Collegio dei Falchi Robert Charles Ryan meglio conosciuto come Rusty e l’assistente maestra del Collegio della Fenice Nora dei Picchi della Tempesta. Il corpo in stato di comatosa incoscienza della supplente della Mandragora Nema invece viene portato usando una barella improvvisata.

Sguarniti delle protezioni sovrannaturali e stremati dalle varie battaglie che si sono susseguite durante la giornata, i presenti si stringono attorno al Cor per proteggerlo e cominciano a marciare verso il bordo della Selva Nera, il loro obiettivo è raggiungere al più presto un luogo sicuro per poi ripartire verso le proprie abitazioni, ma non prima di aver portato il Cor al sicuro.

La marcia è incerta, dove andare? 

Verso nord-est sperando di trovare la strada in una zona inesplorata che forse dopo giorni di cammino potrebbe portare ad Oltrevalle?

Verso sud tornando all’accampamento al limitare della Selva in zone già esplorate, ma allungando forse il viaggio?

Jerome, con il suo fare spavaldo di chi vuol trovare la soluzione anche nelle situazioni più complicate, estrae una mappa della zona: è abbastanza dettagliata con degli appunti relativi alle spedizioni esplorative dei giorni precedenti. Molti degli avventurieri hanno ancora il nastro azzurro che il compianto maestro dei Falchi gli aveva legato al polso, questi si organizzano e decidono di costeggiare il bordo est della Selva, ma puntando verso sud. Quando gli avventurieri sono nei pressi del bordo della foresta notano quelle che sembrano fiaccole, per poi realizzare invece che si tratta degli ultimi pirogeni che uno dopo l’altro muoiono sotto i colpi imprecisi dei radicati giunti in loro supporto. Qui in un angolo sentono un pianto strozzato, uno dei loro compagni preso dal panico perchè inseguito da alcuni pirogeni, si era allontanato e perso per poi cedere alla disperazione e fermarsi raggomitolato tra le frasche protetto solo da un radicato con la coppola che gli avventurieri conoscono come Niko. Crampo sei tu?

Sono ore estenuanti nonostante il Cor sia spento, il caldo è ancora elevato, ma a differenza di prima, ora dal terreno risale l’umidità che, insieme al buio, rende difficile proseguire il viaggio. Così gli avventurieri si fermano prima di uscire dalla Selva Nera, qualcuno si dispera per la perdita di qualche compagno, qualcuno si lecca le ferite, in molti crollano per la stanchezza ancor prima di essersi slacciati la spada dal fianco.

Continua…

[NOTA OOC: non è ancora aperto il gioco via mail.]

SOLO coloro che hanno partecipato all’evento Ad Omnia Parati, possono esprimere la loro opinione sulla strada da prendere votando il seguente sondaggio entro e non oltre le 23.59 del giorno 01/08/2022:

  1. L’avamposto appena fuori dalla Selva Nera a sud, il più vicino con la strada che porta a Sannabidia.
  2. Tagliare verso est fino a Tour des Gardiens per poi raggiungere Mordirovo e riportare il Cor al sicuro nella Torre dedicata.
  3. Tagliare verso est fino a Tour des Gardiens per poi raggiungere Oltrevalle e richiedere supporto.

Epilogo Ad Omni Parati (parte 2)

L’indomani mattina le menti degli avventurieri sono ancora frastornate ed i corpi ancora spossati, mentre il caldo estivo torna ad arroventare le armature.

Con le poche forze recuperate, prendono la decisione di andare verso sud, all’avamposto in territorio sannabidiense, lì da dove erano partite le spedizioni nei giorni precedenti la missione. In questo luogo trovano ancora alcuni dei loro compagni che insieme ad un manipolo di soldati della città gli informa che durante la missione sono stati impegnati a uccidere e scacciare dei Pirogeni che da sud est puntavano verso la direzione del Cor, ma che fortunatamente, dalla fine della giornata precedente non ci sono stati più attacchi.

Subito vengono prestate le cure necessarie ai feriti e i corpi dei caduti vengono trasportati sui carri con grande cura e rispetto. Agli avventurieri vengono forniti acqua e cibo ed un piccolo contingente di guardie riposate si pone come protezione aggiuntiva del Cor.

Poco dopo  si riparte per Sannabidia: non ci sono cavalli per tutti e la marcia risulta ancora più lenta senza la protezione degli alberi che schermavano dai cocenti raggi solari quando erano nella Selva Nera.

Quando il sole raggiunge lo zenit, tra gli avventurieri più provati alcuni perdono conoscenza, nonostante le precauzioni del caso. Dopo le immediate cure si riprende il cammino, poiché manca ancora qualche ora per raggiungere Sannabidia.

È ormai pomeriggio quando i cancelli della città si aprono alla presenza degli avventurieri, ad accoglierli vi è l’Oligarca Taneleer Tivan, accompagnato da alcune guardie e numerosi guaritori che scortano il contingente in un grande ospedale da campo.

Ci sono brande per tutti i presenti, e qui vengono prestate le cure mediche specialmente contro le ustioni causate dai Pirogeni e i colpi di calore dovuti alla forzata marcia sotto il sole. Nello stesso luogo viene servita una cena a base di frutta e verdura per reintegrare i liquidi persi.

I corpi dei compagni caduti vengono consegnati alla chiesa, mentre quello di Nema, che è ancora viva seppur incosciente, viene adagiato su una branda nella tenda. 

L’indomani mattina sarà ancora Tivan a fare visita agli avventurieri, che con molte difficoltà, si stanno riprendendo. Da uno scambio di informazioni tra i presenti si scopre che qui il boato è stato molto più forte e in più credono di aver individuato la probabile direzione. A loro malincuore il raggio luminoso e il boato provenivano dal Bosco degli Occhi, dove subito hanno inviato rinforzi per controllare lo stato degli Oligarchi Mainster Max e Rubens Barrichello in spedizione con Marco Amleto Belelli, Rettore del Collegio degli Alfieri; tuttavia fino a questo momento ancora non è tornata nessuna notizia, né tantomeno la magia.

Quella sera, affacciato dalla balconata della chiesa di Arkeia, un anziano sacerdote commemora i caduti in battaglia. L’uomo annuncia ai presenti che verrà inciso nei giorni a seguire un epitaffio commemorativo su una parte della facciata, ed a gran voce lo enuncia agli astanti:

“Onore a coloro che con forza e audacia hanno perso la vita per il recupero del Cor Ignis.

Roman Ziiò

Viktor Randal

Fjorgyn da Ylium, morto in questo tempo.

Osvaldo Paniccia, morto in questo tempo.

Goran Hedlund

Robert Charles ”Rusty” Ryan

Nora dei Picchi della Tempesta. 

In un futuro futuribile alcuni di loro erano sopravvissuti per divenire maestri nelle proprie arti, ma in quel futuro Talsea bruciava sotto il pericolo del Cor Ignis. Se la loro morte ha salvato il continente è presto per dirlo, ma di sicuro è la prova che siamo ancora in tempo per cambiarlo.”

Al termine del discorso del sacerdote, uno spontaneo applauso corale si alza; alcuni dei presenti scoppiano in un pianto liberatorio mentre altri battono le proprie armi sugli scudi. Il resto della giornata trascorre lento e pesante.

Alle prime luci dell’alba si aprono le porte della città e un rumore di cavalli si dirige verso la piazza centrale: Mainster Max, Rubens Barrichello, il maestro Belelli e gli altri sono finalmente tornati dalla spedizione al Bosco degli Occhi.

Si mettono in maniera da farsi ascoltare e attendono che la piazza si riempia di persone per poter raccontare le loro scoperte. Anche gli avventurieri si dirigono verso la piazza per udire il discorso, dopo di che l’Oligarca comincia a parlare:

“La spedizione al Bosco degli Occhi ha avuto dei risultati inaspettati, grazie alle informazioni ricevute dagli avventurieri sapevamo già cosa ci avrebbe atteso e abbiamo preso le nostre precauzioni. Abbiamo, collaborando in più persone, raggiunto il centro della spirale ed una volta esaminato con le deduzioni del Maestro Belelli, inizialmente incredulo, abbiamo determinato che siamo in presenza di una struttura simile al Tetragramma presente nella piana degli dei a Talinor, ma a differenza di quello che è la rappresentazione delle divinità maggiori, questo rappresenta le divinità minori. La spirale di Abissys che lo circonda serve solo come protezione ma non è chiaro se questa sia stata posta dalla divinità stessa o da fedeli che volevano proteggere il luogo.

Sta di fatto che anche il secondo quartetto di pezzi di ferrite benedetta è stato posizionato e si è legato nuovamente alla colonna, ed il terzo è stato appena cominciato. 

Dopo questo processo un enorme fascio di luce si è innalzato nel cielo e la terra ha tremato, ci siamo sentiti tutti frastornati e quando ci siamo ripresi, né io né gli altri abbiamo più sentito il Koros circondarci, ma soprattutto, purtroppo, non abbiamo più sentito la presenza dei divini. Non abbiamo più potuto proseguire con il rinsaldo, poiché abbiamo esaurito tutte le scorte di Ferrite Siderale Reattiva Plumbea. – Fa un lungo sospiro e poi riprende – vi chiedo di aiutarci a comprendere questa cosa, a risolverla, nonostante il momento di stallo e smarrimento. Sono certo che proseguire con la costruzione, il rinsaldo e la benedizione sia la cosa giusta da fare e richiesta dalle divinità.”

Detto ciò Max volge lo sguardo a tutti gli avventurieri, non nascondendo un sorriso. “Cambiando argomento, voglio congratularmi con coloro che tra voi hanno rischiato la vita per il recupero del Cor Ignis e le mie preghiere vanno a coloro che in questa impresa hanno perso la vita per rendere Talsea un luogo sempre migliore dove vivere. Possano le tre sorelle benedire le loro anime. Voi tutti invece avrete il supporto necessario per il rientro a casa e per la messa in sicurezza del Cor. Complimenti ancora.”

Quando il discorso termina i più attenti possono notare che è molto più affaticato del solito e meno spavaldo, Belelli, che gli è stato accanto tutto il tempo, non ha proferito parola, nonostante fosse palese che volesse intervenire anche lui.

Finita la breve riunione pubblica, molti tornano alle proprie faccende, Max e gli altri Oligarchi si ritirano nel palazzo di governo, mentre Belelli si reca a salutare tristemente gli avventurieri e a consolarli per le loro perdite. 

Alla fine della giornata tutti tornano alle proprie brande; l’indomani partiranno per Mordirovo per la messa in sicurezza del Cor Ignis.

Ancora una volta Mainster Max si prodiga affinchè gli avventurieri abbiano cavalli e vettovaglie per un viaggio il più veloce e tranquillo possibile alla volta di Mordirovo.

Continua…

[NOTA OOC: non è ancora aperto il gioco via mail.]


Epilogo Ad Omnia Parati (parte 3)

Il viaggio prosegue tranquillo e senza intoppi, le nuove strade che da Forra Spaccata portano a Tour des Gardiens e poi a Mordirovo, agevolano il trasferimento.

Dopo qualche giorno di cammino, la strada verso la vecchia città si avviluppa sul promontorio fino al fossato che la protegge, con il nuovo ponte ricostruito.

Le porte della città sono aperte, per alcuni degli avventurieri è un rientro a casa, per altri solo l’ennesima visita alla città biancorossa. Le guardie cittadine, vedendo il contingente, si appropinquano a chiedere informazioni; qualcuno si fa riconoscere e più che un fermo è un saluto cordiale.

La città è in fermento, si vedono i segni della ripresa. Passando nella zona che costeggia la Rosa Imburrata vicino al mercato e alle fattorie, si arriva al ponte nanico che va verso il promontorio nordovest dove è posizionata la Torre dei Cor. 

Non appena superato il ponte gli uomini del Capitano Dell’Anno ed alcuni della D.A.G.A. fanno i dovuti controlli. Saranno i nominati Protettori dei Cor che si interfacceranno con i militari, spiegando che deve essere posto in custodia un altro Cor recuperato. Le giubbe rosse, insieme a quelle giallonere, scortano gli avventurieri fino alla Torre.

Il Capitano Dell’Anno saluta i conoscenti, strizza l’occhio alle vecchie, scontate e adorate  battute e si presenta alle facce nuove:

“Salve a tutti sono il Capitano Dell’Anno, comandante della legione a protezione dei Cor supportata dai membri D.A.G.A., secondo le disposizioni di Gelido E.D. 322. Purtroppo l’accesso alla torre è consentito solo a coloro che hanno già lavorato qui per la messa in sicurezza degli altri Cor, riconoscibili dai simboli da loro portati al collo. Per tutti gli altri permettemi di offrire riparo e della ottima birra nanica”.

Così accade, i pochi con in dosso il medaglione portano il cofanetto all’interno della torre e con stupore constatano che le difese magiche sono momentaneamente disattive. Quando vengono chieste spiegazioni, i militari rispondono che hanno prima visto un bagliore provenire da sudovest, seguito da un fortissimo boato e la terra ha tremato. Dopo essere rimasti frastornati, si sono accorti che le cose non stavano funzionando quando le luci alchemiche non brillavano più all’interno della torre. 

“Abbiamo chiesto spiegazioni a Var’Kan che ci ha comunicato che ha potuto constatare, confrontandosi con gli altri presenti in città, compresi i nani runologi e gli alchimisti presenti, che nulla stava funzionando, come se la magia avesse abbandonato Mordirovo”. 

Fortunatamente i Cor, secondo la sua esperienza, sono ancora in sicurezza e spenti.

Subito l’informazione si diffonde tra gli avventurieri, e il solito passaparola echeggia in maniera a volte distorta mentre si rifocillano. La conclusione alla quale giungono in molti è che non si tratti di qualcosa di circoscritto, ma probabilmente sia una situazione diffusa su tutta Talsea. Di sicuro, i Cor sono spenti e non hanno creato problemi nel loro stato di stasi, ma tutto il resto che era contenuto da barriere avrà avuto delle conseguenze? 

A disturbare lo snocciolare delle ipotesi é il vocione del Caporale Gabriele Serra, che rivolgendosi verso il suo superiore gridando chiede:

“Capitano, posso togliere Scibbetta da fare la guardia alla lanterna alchemica? Prima almeno vedeva le farfalline schiantarsi e rimaneva sveglio a ridere come lo scemo, adesso sembra solo scemo.”

Il Capitano Dell’Anno si irrigidisce, fa una faccia truce, e gridando ma in maniera molto più composta, dice:

“Bravo Serra, dagli tu il cambio per i prossimi 12 rintocchi, tanto tu o ridi o non ridi la tua faccia non cambia.”

Il resto della giornata passa tranquillo fino a sera, quando alcuni membri D.A.G.A., visibilmente scossi, raggiungono la torre dei Cor per aggiornare i loro colleghi e controllare lo stato della Torre. Dopo un breve confronto ristretto ai membri del Dipartimento, riconoscendo alcuni degli avventurieri presenti, gli uomini in tabarda giallonera, sforzandosi di essere il più chiari ed esaustivi possibili, informano anche gli avventurieri di quello che è accaduto ad Oltrevalle.

Anche loro raccontano di aver visto un bagliore proveniente da sudovest innalzarsi fino al cielo e di aver percepito un fragoroso boato accompagnato da un subitaneo tremar di terra. Passato il momento di smarrimento e stordimento, riferiscono di aver sentito provenire  dall’interno delle segrete del Dipartimento un gran trambusto: la stanza che custodiva l’Orbe Contenitivo è stata sfondata dalla Gemma stessa, la quale, dopo aver distrutto l’Orbe, la teca rinforzata che lo conteneva e perfino il muro, si è incastonata nel Reperto Zero. 

Il teschio ha nuovamente parlato: “Io sono stato, Io sono, Io sarò… Io posso”. 

Immediatamente dopo il reperto, fluttuando, ha raggiunto il lucernario sul tetto, frantumandone i vetri e piegandone la grata metallica di protezione, senza che nessuno potesse fermarlo. Al momento se ne sono perse le tracce, non si sa dove esso sia.

Questa informazione mette in agitazione ancora di più gli avventurieri, molti di loro che avrebbero voluto fermarsi a Mordirovo per godere della famosa ospitalità della città, cambiano idea e si preparano a partire per Oltrevalle.

Arrivando ad Oltrevalle il manipolo di uomini incontra pattuglie della D.A.G.A. che con il naso all’insù battono le strade conosciute e non.

Dispacci sono stati emanati nei giorni precedenti da Oltrevalle verso le città, gruppi mercenari e cacciatori di teste ed esploratori, per informarli dell’emergenza. Gli avventurieri stessi rallentano la marcia per individuare la testa di forma caprina fluttuante.

Il giorno 3 Luminoso E.D. 322 gli avventurieri, finalmente, dopo molto tempo in giro per il continente, arrivano ad Oltrevalle. É un giorno molto caldo, non vi è la minima traccia di vento, eppure, la foresta che da Ovest ed in parte a Nord si affianca alla libera città, nelle sue fronde più alte sembra ondeggiare armonicamente, come se fosse cullata da un vento che in realtà non c’è.

La città non si presenta come al solito, le porte e le finestre sono chiuse, il mercato è al minimo della sussistenza, le guardie cittadine non si confondono con la folla, ma sembrano gli unici a camminare lungo le strade. Un gradevole sentore floreale si diffonde tra i vicoli.

Le porte della chiesa sono aperte per illuminarla, data la mancanza della luce perpetua al centro della struttura. Qui qualcuno a capo chino entra in cerca di speranze o risposte.

Il distaccamento Alwyneer di Oltrevalle è chiuso al pubblico, ma si vedono figure lavorare all’interno.

Il Mazzo Scoperto ha un cartello apposto sulla porta con la scritta “Chiuso per Lutto” e del co-gestore Danny Ocean non c’è traccia da quando ha saputo la triste notizia.

Il Senato di Oltrevalle è chiuso in conclave, sicuramente per gestire e risolvere l’emergenza.

All’Alambicco i maestri della Mandragola si sono ripresi dai problemi gastrici che avevano impedito loro di partecipare alla spedizione, e si stanno dedicando nella elaborazione di nuovi studi sui singoli reagenti e non sulle misture che al momento non sembrano legarsi.

Il Dipartimento Analisi Grandi Arcani è in fermento, si possono notare uomini all’opera nel richiudere il buco sul soffitto e probabilmente rinforzarlo. Sempre sul tetto sembra anche che stiano costruendo una torre di avvistamento in legno.

Solo le taverne sono piene di persone che probabilmente cercano risposte sul fondo di qualche bottiglia al motto di “All’alcol: la causa di e la soluzione a, tutti i problemi della vita di  Talsea!”

[Nota OOC: Per tutti i PG di Terre di Confine attivi e vivi nell’anno 2022 è aperto il play by mail fino alle 23:59 del 21/08/2022  http://www.ala.social/play-by-mail/ ]

[Nota MASTERALE: Siete pregati di inviare le vostre mail il prima possibile. Aiutateci ad aiutarvi.]