Illuminato il Percorso, Insegui la Conoscenza

Prologo: Illuminato il Percorso, Insegui la Conoscenza

È già trascorso un mese dalla spedizione nel Bosco degli Occhi, e gli avventurieri, tornati a casa, fremono per l’azione, preoccupati soprattutto dalla nuova minaccia che è giunta su di loro ben prima di quanto fosse stato raccontato dagli otto portatori delle reliquie nel drammatico futuro esplorato.

La scoperta che il Cor Ignis sia in realtà custodito nella Selva Oscura, ha scosso non poco gli animi delle istituzioni di Oltrevalle e delle città tutte, che, riorganizzate le forze, si preparano alla prossima mossa; ma per quanto sia riconosciuta l’importanza del recupero repentino e della messa in sicurezza dell’antico artefatto, viene preferita la strada della cautela.

Il pirogeno alpha, di cui si sono perse le tracce, non ha mostrato alcun segno di fatica nel mettere a dura prova più di quaranta persone, e dai racconti dei presenti non sembrava nemmeno interessato ad essere attivamente una minaccia. Non è difficile concludere che si potrebbe rivelare un nemico troppo potente se affrontato senza le appropriate precauzioni: partire allo sbaraglio senza uno studio approfondito della situazione potrebbe portare ad una nuova disfatta.

Pertanto i Collegi decidono di offrire le loro competenze a disposizione di chiunque voglia partecipare al recupero del Cor, in modo tale da poter essere preparati a tutto, e, per essere pronti a partire appena possibile, viene per l’occasione allestita una base provvisoria, proprio dove la strada che collega Tour des Gardiens a Forra Spaccata piega prima della foresta.

Giunge l’immediato benestare della città di Sannabidia, alla cui area di influenza appartiene il crocevia, ma Mainster Max comunica anche però, che nessun Sannabidiense potrà prendere parte all’incontro, poiché le forze militari ed esplorative della città sono momentaneamente occupate in un’altra spedizione altrettanto importante, partita subito dopo il rientro dal Bosco degli Occhi.

L’obiettivo di questa giornata di studi non sarà solo teorico, bensì verrà data importanza anche e soprattutto all’aspetto pratico dello stile di un vero avventuriero, con l’obiettivo di raggiungere una maggiore coordinazione tra i vari gruppi e soprattutto giungere, tutti insieme, alla ideazione di tecniche e sistemi per arginare i pericoli che sicuramente ci si ritroverà ad affrontare durante lo scontro che oramai sembra sempre più inevitabile.

Sarà imperativo unire una buona comunicazione di esperienza personale al supporto vicendevole affinché la spedizione di recupero abbia successo.

Ci sono ancora una volta troppe incertezze sul cammino che si prospetta dinanzi agli avventurieri, e chissà se, ancora una volta, saranno loro a prevalere sulle avversità che il destino gli impone.