Annunciata dal vento, la sera cala sulla Valle delle Ossa.
Il braciere al centro dell’attendamento viene riempito di legna e un caldo fuoco viene acceso per illuminare la zona. In breve tempo, anche le tende prendono a baluginare tenuamente, così come alcune delle grotte, illuminate da lanterne e lampade ad olio.
Tra tutte spicca la chiesa rupestre, dove la Teurga di Exidia sta provvedendo ad accendere le torce e a posizionarle nell’ambiente.

Rapidamente alcuni di voi raggiungono l’accampamento per preparare i bivacchi e per discutere di come organizzarsi per la notte. L’elfo Alwyneer -Liwyr Adewey- era infatti in attesa di un gruppo di mercenari pagati proprio per garantire la sicurezza dell’attendamento ma, non essendo ancora giunti, stabilire dei turni di guardia e delle ronde si rende assolutamente necessario.
Mentre vi preparate, dalla valle udite i richiami dei vostri compagni affannarsi nella ricerca del fabbro, dell’artefice e della nana che però sembrano essere spariti. A dire il vero, in un primo momento, anche il cacciatore dell’accampamento risulta irrintracciabile ma, a sera inoltrata, viene avvistato nei pressi della chiesa mentre parla sommessamente con la Teurga di Exidia.
L’umano stringe con espressione triste il suo fucile e a stento riesce a trattenere le lacrime: sua figlia è stata uccisa e, benché sia parecchio risentito per essere stato anche derubato di tutti i suoi averi, il suo unico desiderio è dare una degna sepoltura alla sua bambina.

È così che l’occasione viene sfruttata per organizzare una cerimonia funebre che onori non solo la figlia del cacciatore ma che renda il giusto saluto a tutti i morti della giornata, compreso Roger Bacon, il Cerusico del campo.
Nel giro di un’ora, un letto di legna e sterpaglie viene cosparso di olio lampante e, su di esso, vengono composte le salme dei caduti: i combattenti con la spada posata sul ventre e le dita intrecciate sull’impugnatura, gli altri con le mani incrociate a stringere un fiore o un simbolo sacro.
La Benedetta di Exidia pronuncia un breve ma sentito discorso, invocando la benevolenza della più anziana delle triplici e affidando ai Nove l’anima di quanti si accingono a varcare le soglie del Pallore, dove i giusti vivono per l’eternità. La veste rossa si muove lentamente attorno alla pira, aspergendo con olio profumato i corpi distesi e senza vita.
Più volte invita i convenuti a rispondere alle sue invocazioni e più volte esorta alla preghiera. Infine si avvicina alla legna e, salmodiando un dolce litania, ne appicca una parte.
In poco tempo le fiamme divampano e subito attecchiscono sulle vesti dei vostri compagni, prima di inghiottirli e consumarne le spoglie.
Mentre le lingue di fuoco si proiettano verso il cielo e l’aria si riempie di crepitanti scintille, la fragranza dell’olio si spande in tutta la Valle. Qualcuno si commuove apertamente, altri cercano vanamente di nascondere gli occhi lucidi ma tutti venite sorpresi da un lamento acuto e prolungato: un urlo penetrante che riconoscete provenire dalla banshee. Grazie a voi sembra essersi acquietata ed ora il suo verso suona come un triste commiato.

Per chi è così fortunato da dover coprire i primi turni di guardia, la notte passa rapidamente. A chi è invece costretto a interrompere il sonno per ottemperare ai dovere di ronda sono le ore quelle che sembrano allungarsi. Ma è per coloro i quali decidono di vegliare sulle le pire dei compagni caduti fino all’esaurirsi delle braci, raccontando storie e ricordi di vita, che i minuti pesano come giorni interi.

All’alba del nuovo giorno, nessun attacco si è consumato e una squillante campana richiama tutti alla vita dell’accampamento. Oltre a questo, un altro suono giunge presto alle vostre orecchie: un corno da battaglia, suonato in un fiato unico e prolungato.
Il primo istinto è quello di correre alle armi ma l’Alwyneer esulta: i mercenari che attendeva sono finalmente arrivati.

Come annunciato, entro un paio d’ore il campo si arricchisce di nuove tende, di un padiglione e di qualche velario: con gli uomini d’arme sono giunti anche degli artigiani e alcuni mercanti.
Liwyr Adewey appare estremamente soddisfatto e quasi gioviale: è prodigo di ringraziamenti per tutti voi e vi stringe calorosamente la mano. Un comportamento, quest’ultimo, assai singolare per la razza degli elfi che non può che sottolineare lo stato d’animo dell’Alwyneer, ora nuovamente responsabile di un vero accampamento.

Quanto a voi, vi trattenete solo il tempo necessario a recuperare le vostre cose e salutare i presenti. Nulla vi trattiene più in quella valle e siete ancora una volta liberi di andare ovunque vogliate.

 


[OOC: il play-by-mail è aperto fino alle ore 23.59 del 26/04/2018]